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Eccidio di Petosino
Ricerca storica

 

   A questo punto Dami diede ordine a quei partigiani, che avevano i documenti in regola, di allontanarsi dalla zona per trarsi in salvo e per cercare rinforzi. Ma la maggior parte di costoro, una volta usciti dai boschi nella direzione di Petosino, furono fermati dai fascisti e riconosciuti come partecipanti all’azione a causa di oggetti (delle cinghie? Una macchina fotografica?) che avevano trafugato dalla Villa. Si tratta di quei partigiani che furono fucilati a Petosino (Carlo e Giovanni Mazzola, Francesco Roncelli). Albino Locatelli, catturato, in un primo momento fu risparmiato per l’intervento del fratello Giuseppe, segretario di Resmini e agente dei partigiani, poi ucciso e il cadavere fatto sparire.

 

Andrea Pioselli, La diserzione I “mongoli” nella Resistenza bergamasca e la strage di Monte di Nese, Il filo di Arianna, Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, 2010, p. 73.

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